Esempio di arte romanica risalente al XII secolo, gode di una magnifica posizione panoramica ed ospita una festa popolare di grande richiamo il 25 aprile.
La devozione risale al 3 gennaio 1417, quando a due mercanti forestieri apparve la Madonna seduta su di un trono circondato da rose entro una torre in rovina: la Vergine indicò loro la strada da percorrere da Albano verso Bergamo, scomparsa sotto la neve e confusa tra il buio della notte e la boscaglia, che aveva lasciato i malcapitati avvolti nella morsa del gelo. Avuta salva la vita, i due fecero voto di erigere una cappella nel punto in cui vennero indirizzati verso la salvezza e, nel tempo, anche gli abitanti del luogo vollero ricordare il fatto miracoloso in uno degli altari della chiesa parrocchiale. Allo scoppio del colera nel 1855, i fedeli vengono esortati dal parroco a sostituire la primitiva cappella con un santuario, terminato nel 1858 e subito riedificato nel 1883, in quanto ritenuto piccolo e angusto. La devozione aumenta durante la II Guerra Mondiale, quando madri e spose raccomandano alla Vergine i loro cari, affinché li riconducesse a casa, così come fatto per i due mercanti.
Appare in un elenco del 1260, viene intitolata ai santi patroni nel 1450, ricostruita nel 1579 e rinnovata nelle forme odierne entro il 1809, per essere consacrata nel 1858. Presenta un’ampia cupola e uno spazio architettonico nobilmente ritmato, che termina nella facciata ispirata a motivi neoclassici con paraste ioniche e un bel portale in pietra di Zandobbio. Alle tele di buon livello del XVI-XVII-XVIII secolo, molte ancora di incerta attribuzione, si alternano affreschi novecenteschi realizzati da Francesco Domeneghini e Arturo Monzio Compagnoni: raffigurano le Beatitudini, gli Evangelisti, Cristo Re e i santi Titolari e sono distribuiti nel catino absidale, nella cupola e nel lunettone della facciata. La tela con il Battesimo di Gesù e la Via Crucis sono di Vittorio Manini e sono state realizzate nel 1942 e 1955. Sei busti di apostoli risalenti al XVII secolo sono collocati nell’attigua chiesina, gli altari sono sette-ottocenteschi, l’organo settecentesco e il coro è del 1880.
Esempio di arte romanica risalente al XII secolo, gode di una magnifica posizione panoramica ed ospita una festa popolare di grande richiamo il 25 aprile.
Villa Salvi Gallizioli, ricostruita nel secolo XVIII – XIX con affreschi di G.B. Guadagnini e del Carnelli. Al suo interno un magnifico giardino e parco. Il secolo di maggior fioritura delle ville per il territorio bergamasco fu l’Ottocento, molto spesso queste ville esistevano già, ce lo testimoniano alcune sale decorate con gusto barocco e rococò, ma cambiarono completamente aspetto tra gli ultimi decenni del XVIII secolo e i primi del XIX. A questa trasformazione contribuirono sia fattori economici sia culturali.
Questo rinnovamento delle strutture architettoniche più antiche si verificò appunto per la Villa Salvi Gallizioli, che doveva appartenere nel XVII secolo alla famiglia Gallizioli. Alla famiglia Simoni, con ogni probabilità si deve la nuova villa, che rimane piuttosto chiusa verso il giardino.
Variante del percorso “ Escursione nelle Valli D’argon ” Partenza dal centro sportivo di Torre de’ Roveri, dove è possibile trovare un comodo parcheggio. All’interno del territorio del P.L.I.S. delle Valli d’Argon un percorso ad anello capace di unire l’immersione tra natura, luoghi sacri ed enogastronomia d’eccellenza. Lungo l’itinerario si troveranno la Chiesa di San Giorgio di Albano Sant’Alessandro, la Chiesa di Santa Maria in Argon , sita in San Paolo d’Argon e la Chiesa di San Cristoforo (Santa Croce) a Torre de’ Roveri. Inoltre, scoprirete i magnifici paesaggi collinari coltivati a vite, luoghi dove la tradizione si completa con l’innovazione, mantenendo come obiettivo principale l’altissima qualità di tutta la produzione enoica, dal Valcalepio di Torre de’ Roveri fino al Moscato di Scanzo, la più piccola DOCG d’Italia. Lunghezza percorso 11 km Tempo di percorrenza: circa 3h Dislevello: +350mt
Il Terre del Vescovado Teatro Festival fa tappa a Costa di Mezzate, all'Anfiteatro dietro al Comune, con lo spettacolo " Ostinata, con brio ", un monologo vibrante e appassionato di e con Federica Molteni, prodotto da Luna & Gnac Teatro. La narrazione si apre nel 1902, un'epoca in cui la tecnologia compie passi da gigante con la diffusione del telefono, del cinema e dell'automobile, ma in cui resiste un limite invalicabile: il podio dell'orchestra è precluso alle donne. L'opera racconta la straordinaria storia vera di Antonia Louisa Brico, nata a Rotterdam e cresciuta a Los Angeles dopo essere stata adottata. La sua scoperta della musica avviene in modo del tutto casuale a dieci anni, attraverso un vecchio pianoforte recuperato in discarica. Da quel momento la musica diventa per lei una necessità interiore irrefrenabile. Non intenzionata a limitarsi all'esecuzione o alla composizione, Antonia matura il profondo desiderio di salire sul podio per guidare i suoni secondo la propria sensibilità, sfidando un contesto culturale e professionale interamente maschile in cui le donne non erano nemmeno previste. Lo spettacolo esplora così la forza ribelle di un sogno capace di scardinare le regole e rivoluzionare la storia della musica. Informazioni sull'evento Data: Venerdì 28 agosto 2026 Orario: Ore 21.15 Luogo: Anfiteatro dietro al Comune – Costa di Mezzate (BG) In caso di maltempo: L'evento si terrà presso la Palestra Comunale. Al termine della rappresentazione è prevista una speciale degustazione artigianale a cura del Birrificio Totem Brewing Co. di Scanzorosciate, proposta come momento conviviale per valorizzare le eccellenze del territorio. Prenotazioni È possibile riservare il proprio posto direttamente QUI Iniziativa inclusa nel palinsesto eventi “Local Bites, Cultural Sites - Il viaggio continua” all’interno del bando regionale Lombardia Style 2026. Attività realizzata con il contributo di Regione Lombardia.
venerdì 28 agosto 2026 Orario 21.15
Costa di Mezzate, Bergamo, Lombardia, 24060, Italia
Il Terre del Vescovado Teatro Festival fa tappa a Chiuduno, presso l'Auditorium Comunale, con lo spettacolo "I cuori battono nelle uova" , una coproduzione di rilievo nazionale che unisce la pluripremiata compagnia Les Moustaches e Accademia Perduta Romagna Teatri. La scena si apre su tre donne che indossano lunghi camici bianchi pensati per celare le loro forme, lasciando emergere solo le pance, gonfie, tonde e levigate come grandi uova. Tutte e tre condividono la stessa attesa: aspettano il loro primo figlio. L'opera esplora l'amore cieco e viscerale delle protagoniste per il domani dei propri bambini, un sentimento potente che le spingerà ad addentrarsi nei meandri più bui della mente, tra paure e dinamiche profonde. La messinscena si sviluppa in un'atmosfera sospesa tra la dimensione del sogno e quella dell'incubo, dove le luci diventano il punto di congiunzione tra le speranze e le angosce materne. La scenografia si trasforma da culla accogliente in una proiezione inquieta delle paure più grandi, mentre i corpi delle attrici superano i confini del reale per assumere una valenza quasi mitologica e tragicomica. Il vero motore dello spettacolo è il ritmo del cuore, un battito mutevole – ora flebile, ora accelerato e spietato – concepito per sincronizzarsi con il palpito del pubblico in sala. L'opera si configura così come un potente inno alla vita e un racconto sull'incessante lotta della nascita contro la morte. Informazioni sull'evento Data: Sabato 12 settembre 2026 Orario: Ore 21.15 Luogo: Auditorium Comunale – Chiuduno (BG) Al termine della rappresentazione è prevista una speciale degustazione di vini e prodotti locali curata dalla Società Agricola Locatelli Caffi di Chiuduno, offerta come momento di convivialità e promozione delle eccellenze del territorio. Prenotazioni È possibile riservare il proprio posto direttamente QUI Iniziativa inclusa nel palinsesto eventi “Local Bites, Cultural Sites - Il viaggio continua” all’interno del bando regionale Lombardia Style 2026. Attività realizzata con il contributo di Regione Lombardia.
sabato 12 settembre 2026 Orario 21.15
Chiuduno, Bergamo, Lombardia, 24060, Italia
Lezione di cura delle creature magiche Escape Library ispirata a Harry Potter Martedì 18 agosto 2026 la Biblioteca comunale G. Gambirasio di Seriate si trasformerà in un luogo pieno di misteri, indizi e creature straordinarie con "Lezione di cura delle creature magiche", un'escape library ispirata al mondo di Harry Potter. Una misteriosa creatura magica è stata liberata tra gli scaffali della biblioteca. Chi è il responsabile? E soprattutto, chi riuscirà a individuare la creatura prima che sia troppo tardi? I partecipanti saranno chiamati a mettere alla prova intuito, capacità di osservazione e spirito di squadra per risolvere enigmi e seguire le tracce disseminate lungo il percorso. Un'esperienza immersiva e coinvolgente, pensata per tutti gli appassionati di magia, avventura e mistero. L'attività si svolgerà in due turni: Ore 18.00 – turno dedicato a ragazzi e ragazze dai 16 anni in su Ore 20.00 – turno dedicato agli adulti La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l'iscrizione obbligatoria tramite il modulo online. Quando: martedì 18 agosto 2026, dalle ore 18.00 alle 21.30 Dove: Biblioteca comunale G. Gambirasio, Via Italia 58, Seriate Destinatari: adolescenti dai 16 anni e adulti Costo: partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria Iscrizioni: https://form.jotform.com/261552097766366 Per informazioni: Biblioteca G. Gambirasio Tel. 035 304304 E-mail: biblioteca@comune.seriate.bg.it
martedì 18 agosto 2026 Orario 18.00- 21.30
Via Italia, Paderno, Seriate, Bergamo, Lombardia, 24068, Italia
Il Terre del Vescovado Teatro Festival fa tappa a Orio al Serio, presso l'Auditorium Comunale, con lo spettacolo " Attilio ", una produzione originale e pluripremiata scritta, diretta e interpretata da Flavia Ripa. La vicenda è ambientata nel 1991 a Quadrella, un piccolo paese del Sud Italia, in un contesto temporale segnato dalle immagini televisive degli sbarchi storici dei migranti sulle coste adriatiche e dalla diffusione della musica pop del periodo. All'interno di questa cornice apparentemente tranquilla, la quotidianità della rinomata famiglia Indino viene improvvisamente destabilizzata da una figura singolare: Attilio, un bambino di soli nove anni che assume comportamenti, abitudini alimentari e passatempi tipici di una persona anziana. La performance si sviluppa come una farsa feroce e ironica che scardina l'ordine patriarcale e mette a nudo i sogni sbiaditi, le ipocrisie e le delusioni latenti del nucleo familiare. L'opera si distingue per una forte ricerca formale e un'accurata drammaturgia sonora: in scena, l'attrice gestisce l'intera narrazione interpretando tutti i personaggi e controllando dal vivo, tramite l'uso di pedaliere, una complessa stratificazione di suoni e musiche originali. Il testo, arricchito da inflessioni dialettali, si trasforma in una partitura teatrale e musicale tagliente, capace di far riflettere sulla violenza sottile e sui pregiudizi nascosti nei gesti e nei discorsi quotidiani. Informazioni sull'evento Data: Giovedì 3 settembre 2026 Orario: Ore 21.15 Luogo: Auditorium Comunale – Orio al Serio (BG) Al termine della rappresentazione è prevista una speciale degustazione di prodotti locali curata dall'Ente di Promozione Turistica Terre del Vescovado, offerta come momento conviviale e di promozione del territorio. Prenotazioni È possibile riservare il proprio posto direttamente QUI
giovedì 03 settembre 2026 Orario 21.15
Orio al Serio, Bergamo, Lombardia, 24050, Italia