Una terra ricca di storia, cultura e sapori a due passi da Bergamo
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Indirzzo di partenza: Montello Gorlago, Montello, BG, Italia
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-Referente
11 KmLunghezza
2,45 hDurata
T ed EDifficoltà
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-Fondo
-Dislivello
300Dislivello di salita
-Ciclabilità

Le Terre del Vescovado

CAMMINO DEL VESCOVADO: TERZA TAPPA

CAMMINO DEL VESCOVADO
Terza tappa: da Montello a Chiuduno
 
Lunghezza: km 11
Dislivello in salita: m 300
Tempo di percorrenza: h 2,45
Punto di partenza: stazione ferroviaria di Montello-Gorlago
Punto di arrivo: stazione ferroviaria di Chiuduno

Si esce dalla stazione ferroviaria e ci si incammina per via Silvio Pellico, si attraversa la strada a un semaforo e si prosegue fino a raggiungere una rotonda in località Tri Plok, la si segue verso destra, si attraversa sulle strisce pedonali proseguendo per via Roma (sulla destra l’area di una centrale elettrica).

A un certo punto la strada piega a sinistra costeggiando il muro di cinta in ciottoli di un parco. Alla fine di questo muro si imbocca sulla destra via Piatti che conduce nel pregevole centro storico di Gorlago. Raggiunto un piccolo incrocio si prosegue dritti per via S. Andrea, costeggiando l'antica chiesa romanica di Sant'Andrea poi a sinistra in via Guarneri. Si attraversa una piazzetta (Locatelli) continuando per via Regina Margherita che svolta a destra. Si passa davanti alla biblioteca (piazza Marconi), poi a sinistra in via Lanzi che in seguito prende il nome di via Sozzi. Sulla sinistra troviamo il Municipio e poi, sulla destra, la chiesa di S. Pancrazio.

Proseguiamo fino a trovare le indicazioni del percorso ciclopedonale del P.L.I.S. di Malmera, Montecchi e Colle degli Angeli (via Torni) che incontreremo e seguiremo anche nelle svolte successive, a sinistra per via Scartabellati, a destra per via Trovenzi e ancora a sinistra per via Montecchi, fra case e villette più rade e la collina di fronte. A questo punto si incontra il corso del fiume Cherio, che scende dalla Val Cavallina, lo si supera su un ponte e subito oltre si gira a destra. Ora appare anche il segnavia del C.A.I. (652). Si costeggia il fiume per un centinaio di metri, poi la strada gira a sinistra, passa attraverso la bella cascina degli Alpini (punto ristoro) e, fattasi sentiero, entra nel bosco.

A un bivio si prende a sinistra (segnavia C.A.I. 655) abbandonando il sentiero che reca l’indicazione “Carobbio”. Una salita abbastanza ripida ci porta a raggiungere una stradina sterrata che si segue verso sinistra (sentiero C.A.I. 650), prima in moderata salita e poi pressoché pianeggiante, che fattasi ampio sentiero, prosegue a lungo in un grande bosco, suggestivo e solitario.

Si arriva a una radura, in prossimità di un capanno di caccia, da cui si dipartono numerosi sentieri e ci soccorre la segnaletica del C.A.I.; prendiamo a destra il sentiero 798, direzione “Golf la Rossera” e Chiuduno.

Il Cammino prosegue tenendosi in quota, ora però sul versante prima orientale e poi meridionale del rilievo, e la vegetazione boschiva torna a essere quella delle aree più assolate e aride, dove la roverella è regina. In basso riappare la pianura, e alla nostra sinistra (Est) l’ubertosa Valle del Fico.

Poco oltre un’area pic-nic con tavoli e sedie prendiamo il sentiero che scende sulla sinistra (“del Selù” come è segnalato su una targa in legno con tabellone esplicativo di fronte). Ben presto si incontra una strada asfaltata, la si attraversa e si continua a scendere per il sentiero, fra muretti a secco. Si incontra nuovamente l’asfalto, lo si segue verso destra per un paio di tornanti e quindi, in prossimità di una croce in legno e alcuni cipressi che costeggiano la strada, si imbocca nuovamente il sentiero sulla sinistra che poi si fa stradina cementata fra le prime case del paese di Chiuduno e quindi, definitivamente, asfaltata.

Questo tratto di discesa in favorevolissima esposizione, fra l’imbocco del sentiero del Selù e il paese di Chiuduno, è fra i più affascinanti del Cammino: i muretti a secco fra i quali si transita, circondati da olivi e vigna, fichi e allori, lo rendono quasi in odor di Mediterraneo, non fosse che lo sfondo è la Pianura Padana anziché il mare. Si raggiunge il centro girando a destra tenendo come riferimento il campanile della chiesa di S. M. Assunta, ben visibile già dal monte. Si guadagna la strada provinciale e la si segue sulla destra. Sul marciapiede di sinistra finalmente una fontanella. Proseguiamo e, ancora sulla sinistra, incontriamo prima il municipio di Chiuduno e poi la strada che in breve porta alla stazione ferroviaria, dove si conclude il Cammino del Vescovado.

Da qui il treno raggiunge Bergamo in 20’.


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IL CAMMINO DEL VESCOVADO: INTERO PERCORSO

PRIMA TAPPA: Scanzorosciate - Albano S. Alessandro

SECONDA TAPPA: Albano S. Alessandro - Montello


Il Cammino del Vescovado è stato progettato da Michele Pellegrini. Nato in riva al mare di Trieste, è giunto a Bergamo da bambino e qui ha presto iniziato a camminare sugli orobici monti. La passione per la montagna lo ha portato a effettuare salite e trekking su Alpi e Appennini e anche altrove (Spagna, Turchia). Ha gestito per due stagioni un rifugio alpino nelle Alpi Marittime e collaborato con riviste di settore (Rivista della Montagna, Rivista del Trekking) oltre a scrivere per un decennio la rubrica dei viaggi ed escursioni fuoriporta per Bergamo15. Dei sette romanzi che finora ha pubblicato, gli ultimi tre vedono protagonista la montagna, e le donne e gli uomini che ne percorrono i cammini.

La tracciatura del percorso del Cammino del Vescovado è stata realizzata da MOMA COMUNCAZIONI. Puoi trovare il Cammino del Vescovado anche nell'App gratuita OROBIE ACTIVE

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